Storie infinite: il percorso di Bruce e Teresa con ThirdHome
Bruce R.
Membro dal 2012 Quasi 100 scambi
«Spero che sempre più membri ne riconoscano il valore e facciano quel primo passo verso il proprio percorso. Magari un giorno le nostre strade si incroceranno da qualche parte, forse su una delle spiagge del mondo.» – Bruce R.
Quando Bruce Royer e sua moglie Teresa si sono iscritti a ThirdHome nel 2012 grazie alla loro seconda casa a Topanga, in California, non stavano semplicemente cercando un nuovo modo di viaggiare, ma un modo per integrare i viaggi nella loro vita. Quattordici anni e quasi 100 scambi dopo, Bruce la definisce «la migliore decisione di viaggio che potessimo immaginare». Entro la fine del 2026, raggiungerà l’obiettivo che si è prefissato, un’avventura alla volta: 100 viaggi con ThirdHome.
Per Bruce, pluripremiato regista e fondatore dei Royer Studios, i viaggi e il lavoro non sono mai stati due attività separate. Dal 2014 ha inserito nella sua routine una “vacanza-lavoro”, trascorrendo circa una settimana al mese in un posto nuovo, con il portatile aperto al mattino e l’avventura che lo attende nel pomeriggio. Un appartamento di ThirdHome nel VI arrondissement di Parigi, a pochi passi dai Giardini del Lussemburgo, è diventato la sua base operativa mentre girava un episodio della sua serie di viaggi. Due esperienze straordinarie nel sud del Costa Rica hanno svolto lo stesso ruolo per un altro episodio. «Viaggiare è una scelta, ma dove andare? Spesso, la disponibilità offerta da ThirdHome guida la nostra decisione su quale destinazione esplorare successivamente», afferma.
Questa disponibilità ha portato Bruce e Teresa, spesso accompagnati da amici e familiari, in luoghi tra cui un’estancia argentina di 13.000 piedi quadrati, dove un gaucho di nome Don Chaz li ha accolti a cavallo e il personale ha organizzato un tradizionale barbecue argentino, fino a una residenza Four Seasons sulla penisola di Papagayo in Costa Rica. Li ha inoltre portati alla scoperta di perle nascoste come Guanajuato, in Messico, e Sumartin, in Croazia; destinazioni scelte proprio grazie alla disponibilità offerta da ThirdHome. Alcuni dei viaggi preferiti di Bruce non hanno richiesto affatto un biglietto aereo: Palm Springs, Santa Barbara, Mammoth, San Francisco e Napa sono tutte raggiungibili in auto, a dimostrazione del fatto che lo stile di vita di ThirdHome non richiede sempre un timbro sul passaporto. Finora hanno goduto di 25 scambi vicino a casa e il numero continua a crescere.
Se chiedete a Bruce qual è il suo segreto, non è la fortuna, ma la flessibilità. «Siate flessibili con le date piuttosto che fissarvi su una destinazione specifica e tenete a disposizione una riserva di Keys per quando si presenta l’occasione», consiglia ai membri. Questo approccio una volta ha trasformato un vuoto di sei giorni nel suo itinerario in un soggiorno non programmato a Cannes, che è diventata una delle sue città preferite in assoluto. Lo ha anche portato a 52 scambi Keyless, aumentando ulteriormente il valore della sua iscrizione.
Ma se chiedete a Bruce cosa ama di più di ThirdHome, le case stesse sono solo una parte della risposta. È la comunità. Nel corso degli anni, lui e Teresa hanno stretto amicizie sincere con altri membri in tutto il mondo: da un ospite svizzero che li ha accolti con una serata a base di fonduta, a un membro di Budapest che ha procurato loro i biglietti per un’opera tutta esaurita, fino al proprietario di un castello francese che li ha accolti al loro arrivo con diverse bottiglie di vino locale e un tour dei vasti terreni. «ThirdHome è una comunità tanto quanto un club di viaggi», afferma Bruce. «A volte, sono proprio i membri che ospitano a rendere la destinazione indimenticabile. Noi ci impegniamo sicuramente per migliorare l’esperienza dei nostri ospiti durante il loro soggiorno a Tuscali».
Mentre Bruce si avvicina al suo centesimo viaggio, sta già guardando avanti verso i prossimi cento e non vede l’ora di accogliere nuovi membri nella nostra comunità. «Ognuno dei nostri quasi 100 scambi è iniziato con una singola prenotazione», afferma. «Spero che sempre più membri ne riconoscano il valore e facciano quel primo passo verso il proprio viaggio. Forse un giorno le nostre strade si incroceranno da qualche parte, magari su una delle spiagge del mondo».
Da Topanga a Buenos Aires, dalle vacanze-lavoro alle amicizie che durano tutta la vita, il percorso di Bruce Royer ci ricorda cosa può diventare l’appartenenza a un’organizzazione quando la si vive appieno: non solo un modo per vedere il mondo, ma una vita costruita attorno ad essa.







